Machiavelli, aiutaci tu!


Sarà per l’avvicinarsi del Cinquecentenario della morte di Niccolò Machiavelli (1469-1527) e dei festeggiamenti che gli verranno tributati, sarà che a me quel fiorentino
è sempre rimasto simpatico, ma in questo periodo “storico e personale” sento crescere la mia dose media di cinismo toscano. Tranquilli, è una sindrome passeggera. Passato l’anno e passati tutti gli eloqui professorali, tutto tornerà nella norma.
Più che di vere riflessioni, si tratta di lampi di consapevolezza che si declinano, a volte, in accessi di rabbia virtuale, altre volte in tracce per future ricerche.

La rabbia mi prende davanti alla generale decadenza culturale e logico-argomentativa che, come un virus, invade ormai l’intera umanità residente su questo sempre più strapazzato pianeta. Conoscenza, competenza, approfondimento, sono sforzi a cui
nessuno più vuole sottomettersi, tutte qualità che farebbero perdere tempo e non sarebbero monetizzabili, secondo il sentire del tempo.
La seconda via mi porta a riflettere sul vuoto che una ricerca libera da schemi e da convenzioni, potrebbe colmare. Per esempio: come le opere d’arte abbiano rappresentato il potere, ma anche offerto un’alternativa proponendosi come ambasciatrici se non di pace, almeno di un modo migliore di comunicare.
Chi furono i primi che si accorsero della doppia funzione, estetica e
politica di un edificio, di un mosaico, di una scultura, di una tela o di
un affresco? Forse gli egizi che con le loro imponenti e inutilizzabili piramidi altro non fecero che costruire eterne e magnifiche metafore del potere. Poi fu un rincorrersi continuo nella storia fra estetica e potere dal Pantheon alla Colonna Traiana, dalle armonie degli archi ai raffinati capitelli, ma anche dai meravigliosi dipinti alle marmoree sculture, oggi esposti nei musei e nelle pinacoteche del mondo.
Quando il potere non è stato solo forza, ma anche intelligenza, si è sempre fatto mecenate di artisti e di studiosi, non tanto per sensibilità d’animo, ma anche per
pragmatismo se non per puro calcolo.
Lorenzo dei Medici non era in primis un appassionato di arti figurative, preferendo collezionare monete antiche e altri ninnoli preziosi, eppure intravide nella nuova
arte che stava nascendo nel suo piccolo Stato, un’arma segreta con cui plasmare il complicato intrico delle relazioni dell’Italia del tempo.
Ci si sorprende, infatti, a pensare come sia stato possibile che nell’arco di mezzo secolo, proprio a Firenze, si siano trovati a operare così tanti geniali artisti. Non solo.
Dilettandosi di poesia e di filosofia li mise in contatto con l’Accademia platonica diretta da Marsilio Ficino, in modo che ne approfittassero e che si elevassero alla contempla
zione dell’antica sapienza.
Tutto questo gratis? Più o meno sì, era appunto un riccone dell’epoca, ma non proprio così disinteressato.
Pur non essendo un vero principe, riceveva nelle sue ville e nei suoi palazzi i potenti del suo tempo, impressionandoli con le opere che ornavano le sue stanze degne di un
re. Si narra anche che si raccogliessero davanti a una di quelle opere
(forse la Venere del Botticelli?) e ne discutessero amabilmente, passando così, lievemente, dai temi alti dell’arte e della cultura a quelli pratici della politica e creando il clima che favoriva lui e la sua città.
Forse fu proprio per questo suo esercizio diplomatico che scoprì i vantaggi di mandare gli artisti fiorentini, come ambasciatori di bellezza, al servizio di quelli che potevano essere o diventare eventuali nemici.

Nella visione di Lorenzo, la cultura e l’arte diventavano un canale di comunicazione alternativo alla guerra e al conflitto.
I politici italiani, come suoi eredi, potrebbero farsi capofila di questa
visione invitando tutti ad incontrarsi sulla piattaforma “neutrale” dell’umanesimo e del dialogo alto. Non ci si impiglierebbe nella rete di uno stupido boicottaggio di musicisti, artisti e scrittori, anche se già morti. Ma cosa ci possiamo aspettare da questa armata Brancaleone che pretende di governare la terra? Machiavelli, aiutaci tu.
(Miranda Alberti)

da: rinascita flash 5/2026

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