La storia di Castellina Marittima e del suo pregiato alabastro
Non è possibile scindere l’attività di scavo dell’alabastro, principale fonte di sostentamento per i castellinesi nel corso dei secoli, dalla storia di Castellina Marittima e del suo territorio.
L’escavazione dell’alabastro ha rappresentato per generazioni il motore dell’economia locale, contribuendo a modellare identità, tradizioni e sviluppo sociale.
L’antichità castellinese e l’alabastro etrusco
Castellina ha probabili origini preromane perché gli Etruschi erano già conoscitori dell’importanza dell’alabastro. A differenza dell’epoca moderna, non lo utilizzavano per sculture e ornamenti, ma per realizzare urne cinerarie con valore simbolico e rituale.
Castellina nel Medioevo: posizione strategica e dominio politico
Nel Medioevo, Castellina vantava una posizione strategica dominante sul versante tirrenico. Il Castello di Castellina Marittima, risalente al XIII secolo, aveva una notevole importanza militare e costituiva il bastione di retroguardia per Rosignano Marittimo.
Questa collocazione ha stimolato indubbi “appetiti territoriali” e Castellina è stata acquistata dalla Repubblica di Pisa nel 1267 per poi passare, dal 1406, sotto il dominio della Repubblica Fiorentina, che ha mantenuto il controllo dell’area castellinese almeno fino al 1584.
Il marchesato e il rilancio dell’alabastro in età moderna e contemporanea
La storia prosegue con un passaggio significativo: nel 1628 Castellina ottiene il titolo di marchesato.
Dal XVIII secolo riprende con vigore l’escavazione dell’alabastro e si avvia una nuova fase di sviluppo sotto il governo degli Asburgo-Lorena (1737-1859). Pietro Leopoldo di Lorena (1747-1792), destinato a diventare imperatore d’Austria come successore di Giuseppe II, ha dato l’impulso decisivo per la riorganizzazione politica, economica e amministrativa del nostro territorio.

L’alabastro: molto più di un materiale pregiato
Quando si parla di alabastro, non ci si può limitare a definirlo un gesso estraibile tra 70 e 200 metri di profondità, utilizzato per produrre oggetti di grande pregio estetico,
L’alabastro è molto di più, è una risorsa naturale di straordinario valore storico, artistico ed economico, capace di caratterizzare l’identità di un intero territorio.
L’alabastro di Castellina Marittima: eccellenza internazionale
L’alabastro estratto dalle cave intorno a Castellina Marittima, a valle del torrente Marmolaio, è stato per secoli ammirato, a livello internazionale, per la sua alta qualità e purezza. Si trova nei musei di tutta Europa: dall’Inghilterra alla Sicilia e non solo.

In nessun’altra parte del mondo si estraeva la qualità più pregiata di alabastro, conosciuta come scaglione, una varietà rara e ricercata per trasparenza, compattezza e purezza.
Il rapporto tra Castellina Marittima e Volterra
Il centro più conosciuto, nel panorama dell’alabastro, è Volterra perché i maestri volterrani hanno raggiunto livelli di notevole eccellenza artistica nella lavorazione della pietra di luce.
Il lavoro dei cavaioli di Castellina Marittima è stato essenziale a questo scopo perché, grazie alla loro competenza, precisione, e forza fisica, estraevano intatti gli ovuli di alabastro grezzo per poi inviarli a Volterra. I blocchi più grandi potevano raggiungere i 500 chilogrammi di peso.
Dalle cave castellinesi ai capolavori artistici
Statue, lampade, soprammobili, rivestimenti di facciate nei palazzi più prestigiosi e persino ornamenti che impreziosiscono la Cappella Sistina a Roma devono moltissimo all’alabastro di scaglione.
Dietro ogni opera riscopriamo una filiera storica e produttiva che parte dalle cave di alabastro di Castellina Marittima e arriva fino alla creazione dei più alti esempi di arte e architettura nei laboratori volterrani.
I cavaioli castellinesi e lo sviluppo del territorio fino a fine ‘900
Non è un caso che, durante il censimento del 1841, i cavaioli risultassero tutti castellinesi, prima che gli operai e le ditte dei paesi limitrofi, come Santa Luce, si unissero in questa fondamentale attività.
Di conseguenza, l’estrazione dell’alabastro ha rappresentato un pilastro dello sviluppo economico locale, contribuendo in modo determinante alla crescita e alla notorietà del nostro territorio fino alla definitiva chiusura delle cave di estrazione nel 1992 e al subentro dell’azienda Knauf, specializzata nei sistemi di costruzione con lastre di gesso rivestito, che ha costruito il suo stabilimento a Castellina nel 1997.
La memoria storica delle miniere alabastrine e l’Ecomuseo
ASTREA si propone di conservare e di promuovere questa lunga storia riaprendo l’Ecomuseo dell’alabastro alle scuole, ai cittadini e ai visitatori che, con il percorso documentario, possono approfondire e contribuire ad arricchire il patrimonio culturale del nostro territorio.
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